di seguito i link ai riferimenti del libro. Il libro lo trovi su Altreconomia La dieta Amica Del Clima

Riferimenti:
- GLI IMPATTI DI CIÒ CHE METTIAMO A TAVOLA. PAGINA 56:
- LO STATUS QUO: COSA MANGIAMO OGGI E QUANTO PESIAMO SUL PIANETA. PAGINA 81
- LA DIETA AMICA DEL CLIMA: COME COSTRUIRLA, COME SEGUIRLA, QUANTO IMPATTA. PAGINA 116
- MASSIMO RISULTATO CON IL MINIMO SFORZO? LE CINQUE BUONE AZIONI. PAGINA 130
- TEMI “SCOTTANTI”. MITI E REALTÀ SUL CIBO E CAMBIAMENTO CLIMATICO. PAG 158
- LE PROPOSTE DEGLI ADDETTI AI LAVORI: TUTTA LA FILERA UNITA PER UNA DIETA AMICA DEL CLIMA. PAGINA 188
GLI IMPATTI DI CIÒ CHE METTIAMO A TAVOLA. PAGINA 56
Questo capitolo esplora una vasta gamma di fonti pertinenti per il tema della sicurezza alimentare globale e le sfide ambientali correlate.
Un punto di partenza cruciale è rappresentato dalle proiezioni della popolazione mondiale, come descritte nel sito web delle Nazioni Unite sui temi globali (https://www.un.org/en/global-issues/population), il quale fornisce un quadro essenziale per comprendere le future pressioni sulla produzione alimentare.
Nel lavoro “Global food security 2030: Assessing trends with a view to guiding future EU policies”, Maggio, A., Van Criekinge, T., & Malingreau, J. P. (2017) contribuiscono con uno studio dettagliato sulla sicurezza alimentare globale entro il 2030, offrendo una prospettiva preziosa per orientare le politiche future dell’Unione Europea.
Ulteriori approfondimenti sulla sostenibilità ambientale sono offerti dai siti web dell’EU Environmental Footprint Methods (https://green-business.ec.europa.eu/environmental-footprint-methods_en) e del Footprint Network(https://www.footprintnetwork.org/), che forniscono risorse e strumenti per valutare l’impronta ecologica delle attività umane, incluso il settore alimentare.
Hoekstra e Hung (2002) hanno pubblicato un rapporto intitolato ‘Virtual water trade: A quantification of virtual water flows between nations in relation to international crop trade’, come parte della serie di rapporti sulla ricerca sul valore dell’acqua, numero 11, da UNESCO-IHE a Delft, nei Paesi Bassi.
Questo studio innovativo analizza i flussi di acqua virtuale tra
le nazioni in relazione al commercio internazionale di colture. Il rapporto completo è disponibile online all’indirizzo www.waterfootprint.org/Reports/Report11.pdf.
Gli articoli di Steffen et al. (2015) e Rockström et al. (2009) delineano I concetti di planetary boundaries e safe operating space for humanity sottolineando l’importanza di operare entro limiti ambientali sicuri per garantire lo sviluppo sostenibile.
Il rapporto della Commissione EAT-Lancet (2019) sull’alimentazione
nell’Antropocene offre una guida chiara su diete salutari e sostenibili per affrontare le sfide della produzione alimentare in un contesto di cambiamento climatico.
Poore e Nemecek (2018) e West et al. (2014) contribuiscono con ricerche e analisi sulle possibilità di ridurre l’impatto ambientale della produzione alimentare e migliorare la sicurezza alimentare globale.
La correlazione tra il consumo di carne e il Pil, esaminata in uno studio (https://ourworldindata.org/grapher/meat-consumption-vs-gdp-per-capita), e le implicazioni della produzione di carne sono approfondite attraverso varie fonti, tra cui rapporti dell’Fao e studi di Smil (https://www.vaclavsmil.com/wp-content/uploads/PDR37-4.Smil_.pgs613-636.pdf).
Infine, l’incidenza degli incendi nella regione amazzonica e nel sud-est asiatico sullo sfondo dell’agricoltura e dei cambiamenti climatici èesplorata attraverso articoli giornalistici e rapporti
https://cnr.ncsu.edu/news/2019/09/amazon-rainforest-fires-everything-you-need-to-know/
https://wwf.panda.org/wwf_news/?865441/Haze-or-Not-Fires-Are-Burning-Its-Time-for-Business-Unusual.
Per ulteriori dettagli su questi riferimenti bibliografici, si rimanda ai link forniti di seguito:
- https://www.un.org/en/global-issues/population
- https://green-business.ec.europa.eu/environmental-footprint-methods_en
- https://www.footprintnetwork.org/
- https://ourworldindata.org/emissions-by-sector
- https://ourworldindata.org/food-ghg-emissions
- https://www.fao.org/3/i3461e/i3461e.pdf
- https://agriculture.ec.europa.eu/system/files/2020-02/ext-study-livestock-gas-exec-sum_2010_en_0.pdf
- https://www.vaclavsmil.com/wp-content/uploads/PDR37-4.Smil_.pgs613-636.pdf
- https://cnr.ncsu.edu/news/2019/09/amazon-rainforest-fires-everything-you-need-to-know/
- https://news.mongabay.com/2021/06/slash-and-burn-clearing-nears-indigenous-park-as-brazils-fire-season-ignites/
- https://wwf.panda.org/wwf_news/?865441/Haze-or-Not-Fires-Are-Burning-Its-Time-for-Business-Unusual
- https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2211912416300013?via%3Dihub
- https://ourworldindata.org/grapher/meat-consumption-vs-gdp-per-capita
- https://www.ers.usda.gov/amber-waves/2022/september/brazil-s-momentum-as-a-global-agricultural-supplier-faces-headwinds/
LO STATUS QUO: COSA MANGIAMO OGGI E QUANTO PESIAMO SUL PIANETA. PAGINA 81
Il capitolo offre un’analisi dello spreco alimentare, facendo riferimento a fonti autorevoli come l’US Department of Agriculture, FoodData Central, e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao), oltre a pubblicazioni scientifiche su riviste rinomate come Nature e PNAS.
Le risorse citate includono il rapporto dell’Unep Food Waste Index Report 2021, le statistiche di Eurostat e studi accademici che forniscono una panoramica completa delle dimensioni del problema a livello globale e dell’Unione Europea. Inoltre, sono inclusi link ad altre fonti che approfondiscono ulteriormente la questione dello spreco alimentare e quantificano il suo impatto economico.
Link alle risorse citate:
•US Department of Agriculture, FoodData Central: https://fdc.nal.usda.gov/fdc-app.html
•Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura
(Fao): https://www.fao.org/faostat/en/#data/FBS
•Unep Food Waste Index Report 2021: https://www.unep.org/resources/report/unep-food-waste-index-report-2021
•Studio su Nature: https://www.nature.com/articles/s41598-022-12916-9
•Studio su PNAS: https://www.pnas.org/doi/epdf/10.1073/pnas.1305827110
Altri studi e risorse correlate:
•https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/B9780123849472001306
•https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4518218/
•https://www.fao.org/3/y2809e/y2809e.pdf
•https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0921344921000331
•https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2023/11/WWI_CC23_
Presentazione_SINTESI-2.pdf
•https://www.divulgastudi.it/wp-content/uploads/2023/10/Paper-01-Spreco-e-fame.pdf
LA DIETA AMICA DEL CLIMA: COME COSTRUIRLA, COME SEGUIRLA, QUANTO IMPATTA. PAGINA 116:
Questo capitolo offre una panoramica delle fonti pertinenti nel contesto della nutrizione e delle linee guida alimentari.
Viene raccomandata la consultazione di un nutrizionista, e a tal proposito è citato uno studio pubblicato su Science (https://www.science.org/doi/10.1126/science.aaq0216).
Le linee guida dell’Oms e della Fao sono anch’esse considerate
importanti, con riferimenti disponibili ai seguenti link: http://health.euroafrica.org/books/dietnutritionwho.pdf e https://www.fao.org/3/y2809e/y2809e.pdf.
Inoltre, le linee guida della FDA statunitense sono
citate (https://www.fda.gov/media/102587/download).
Per quanto riguarda la diversificazione dietetica, viene suggerito l’approccio raccomandato da Michael Pollan, descritto nel suo libro “Food Rules”, accessibile tramite https://michaelpollan.com/books/food-rules/.
Studi recenti sull’impatto ambientale delle diete e delle abitudini alimentari sono discussi, come evidenziato in pubblicazioni scientifiche come Nature
(https://www.nature.com/articles/s41586-021-03889-2) e il Global Hunger Index (https://www.globalhungerindex.org/pdf/it/2023.pdf).
Inoltre,l’analisi dell’IPCC sull’impatto delle diete climaticamente sostenibili è riferita tramite il seguente link: https://www.ipcc.ch/sr15/chapter/chapter-2/.
Sono anche menzionate le tendenze nel consumo di diete vegetariane e vegane, supportate da riferimenti a sondaggi e studi come quelli riportati su The Conversation (https://theconversation.com/1-in-10-americans-say-they-dont-eat-meat-a-growing-share-of-the-population-176948) e Our World in Data (https://ourworldindata.org/vegetarian-vegan).
Infine, l’analisi dei costi alimentari, come riportato da fonti come Repubblica (https://milano.repubblica.it/cronaca/2022/05/16/news/spesa_media_famiglia_milano_stipendi_cosa_costa_di_piu-349773569/),
è considerata nel contesto delle decisioni alimentari.
Le tendenze dei prezzi sono anche analizzate attraverso il sito del Ministero dello Sviluppo Economico italiano (https://osservaprezzi.mise.gov.it/prezzi/livelli/beni-e-servizi-di-largo-consumo/archivio-rilevazioni-beni-e-servizi-di-largo-consumo).
MASSIMO RISULTATO CON IL MINIMO SFORZO? LE CINQUE BUONE AZIONI. PAGINA 130:
Il capitolo offre una panoramica sulle fonti pertinenti relative alla gestione sostenibile delle risorse idriche, allo spreco alimentare e all’impatto ambientale della produzione alimentare. In particolare, sono state consultate pubblicazioni scientifiche come quelle di Robbe Geerts et al. (anno), Gleick e Cooley (2009), e Leslie et al. (2022), che forniscono approfondimenti su questioni cruciali come l’uso delle acque, le implicazioni energetiche dell’acqua in bottiglia e la presenza di particelle di
plastica nel sangue umano.
Le linee guida dell’Oms e della Fao sono state consultate tramite i seguenti link:
http://health.euroafrica.org/books/dietnutritionwho.pdf e https://www.fao.org/3/y2809e/y2809e.pdf.
Inoltre, sono stati esaminati studi sulle
emissioni di gas serra legate alla produzione di cibo, come quelli di Poore e Nemecek (2018) e Clune et al. (2017).
I rapporti governativi, come il New Zealand’s Greenhouse Gas Inventory,e modelli come il Global Livestock Environmental Assessment Model (GLEAM) dell’Fao, forniscono ulteriori informazioni sulle emissioni di gas serra e sull’impatto ambientale della produzione agricola.
Sono state prese in considerazione anche iniziative pratiche, come Meatless Monday (https://studentaffairs.jhu.edu/dining/events/meatless-monday/) e
la Legge n. 172/2023, che hanno il potenziale per influenzare positivamente le scelte alimentari e ridurre lo spreco.
Ulteriori informazioni sull’impatto ambientale del settore lattiero-caseario sono state reperite attraverso il seguente link: https://ourworldindata.org/environmental-impact-milks.
Per maggiori dettagli su queste fonti bibliografiche, si rimanda ai linkseguenti:
•https://www.istat.it/it/files/2022/03/REPORTACQUA2022.pdf
•https://www.nature.com/articles/d41586-021-01143-3
•https://www.nature.com/articles/d41586-022-01238-5
•https://www.fda.gov/media/102587/download
•https://studentaffairs.jhu.edu/dining/events/meatless-monday/
•https://ourworldindata.org/environmental-impact-milks
•https://www.crea.gov.it/web/alimenti-e-nutrizione/-/osservatorio-sugli-sprechi-alimentari
TEMI “SCOTTANTI”. MITI E REALTÀ SUL CIBO E CAMBIAMENTO CLIMATICO. PAG 158:
Il capitolo esplora diversi aspetti della sostenibilità alimentare e della sicurezza alimentare, attingendo a una vasta gamma di fonti accademiche e istituzionali. Si sono considerati gli studi condotti da Cao et al. (anno) e Park et al. (1999) sulla gestione dei rischi legati alle micotossine negli alimenti utilizzando il concetto di HACCP. Inoltre, sono stati esaminati lavori di ricerca come quelli di Miraglia et al. (2008) e Van der Fels-Klerx et al. (2016), che analizzano gli impatti del cambiamento climatico sulla
contaminazione da micotossine.
Ulteriori approfondimenti sulla contaminazione da micotossine sono stati tratti da studi come quelli di Giorni et al. (2007), Pitt (2000) e Janik et al. (2020). Le politiche e le iniziative dell’Unione Europea per affrontare la sicurezza alimentare, compresa la contaminazione da micotossine, sono state esplorate attraverso fonti come il catalogo europeo delle micotossine
(https://food.ec.europa.eu/safety/chemical-safety/contaminants/catalogue/mycotoxins_en) e il portale MycoKey (http://www.mycokey.eu/).
Per quanto riguarda lo spreco alimentare, sono state consultate risorse come il rapporto Fao “The State of Food and Agriculture 2019”, il Food Waste Index Report 2021 di Forbes e i dati sullo spreco alimentare forniti da Eurostat e WRI Climate Data Explorer. Inoltre, sono stati considerati studi come quelli di Gustavsson et al. (2011) e Forbes (2021) per comprendere l’entità e le implicazioni dello spreco alimentare a livello globale.
Per ulteriori approfondimenti su questi argomenti, si rimanda ai link seguenti:
• https://www.nature.com/articles/s41598-020-68231-8
• https://www.mdpi.com/2073-4441/11/4/728
•https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1470160X11004110
•https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0959652621006673
•https://ourworldindata.org/soy
•https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.1601047
•https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0959652621003383
•https://www.unep.org/resources/report/unep-food-waste-index-report-2021
LE PROPOSTE DEGLI ADDETTI AI LAVORI: TUTTA LA FILERA UNITA PER UNA DIETA AMICA DEL CLIMA. PAGINA 188:
Il capitolo analizza diverse iniziative e risorse relative alla sostenibilità alimentare e all’impatto ambientale delle scelte alimentari. Si sono esplorate fonti come EcoRedia (https://www.ecoredia.it/) e Plant Based Universities (https://www.plantbaseduniversities.org/) per comprendere le
strategie e le risorse disponibili per promuovere una dieta sostenibile a base vegetale.
Inoltre, sono state considerate pratiche concrete per ridurre lo spreco alimentare, come l’iniziativa del “sacchetto salvamerenda” di Milano Ristorazione (https://www.milanoristorazione.it/notizie/news/3085-sacchetto-salvamerenda-10-di-plastica-e-una-buona-abitudine-contro-lo-spreco-alimentare) e le pubblicazioni della Food Policy di Milano (https://foodpolicymilano.org/) come “Una mela al giorno” e “A tavola senza sprechi”.
L’analisi include anche approfondimenti sulle politiche e le
regolamentazioni, come il sistema di scambio di emissioni dell’Ue (https://climate.ec.europa.eu/eu-action/eu-emissions-trading-system-eu-ets_en) e l’impatto di tasse sul consumo di carne rossa (https://sciencemediahub.eu/2023/09/06/heavy-red-meat-eaters-could-be-co2-taxed-in-the-future/).
Ulteriori fonti bibliografiche esaminate comprendono studi accademicicome Taillie et al. (2023) e articoli giornalistici come quelli di Reuters (https://www.reuters.com/sustainability/german-supermarket-seeks-charge-shoppers-true-environmental-cost-2023-08-01/) e Food Navigator (https://www.foodnavigator.com/Article/2023/01/26/European-organic-association-launches-lawsuit-over-environmental-labelling-It-s-an-attempt-to-kill-Eco-Score) che approfondiscono le tematiche della sostenibilità e dell’etichettatura ambientale.
Per maggiori dettagli su queste fonti bibliografiche, si rimanda ai link seguenti:
Link alle risorse bibliografiche:
•https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/aepp.13232
•https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0306919221000695